SEO: gli step fondamentali per posizionare un sito web

SEO: gli step fondamentali per posizionare un sito web

SEO: gli step fondamentali per posizionare un sito web

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SEO: gli step fondamentali per posizionare un sito web

Chiunque abbia un sito web sa bene che le maggiori fonti di traffico sono essenzialmente due: le inserzioni a pagamenti sui social e i motori di ricerca (in Italia l’unico motore di ricerca sul quale ha senso lavorare è Google, che da solo porta circa il 96% delle visite di tutti i motori di ricerca).

Il loro funzionamento non è lo stesso però: i social raggiungono la domanda latente, ovvero persone che potrebbero, oppure no, essere interessati a quanto offriamo.

Si tratta in questo caso di sponsorizzare la propria attività cercando di settare al meglio il target, al fine di intercettare quante più precisamente possibile le persone interessate.

Con i motori di ricerca invece il discorso è diverso: sono le persone che si rivolgono al motore di ricerca che stanno già cercando qualcosa, e quindi in tal caso l’obiettivo è di farci trovare, di comparire magari in prima pagina per tali ricerche.

Possiamo usare Adwords per le inserzioni a pagamento, oppure la SEO per il posizionamento organico.

Il traffico organico ottenibile con la SEO è essenziale per ottenere quindi visite in target.

Mentre nel caso delle inserzioni a pagamento (siano esse sui social o sui motori) il compito è di elaborare sponsorizzazioni ben fatte e che convertano, nel caso del posizionamento organico l’obiettivo è quello di rendere il sito quanto più di qualità e autorevole possibile, in maniera tale che Google gli offra visibilità e visite.

Ma quali sono gli step SEO per posizionarsi su Google?

In sostanza possiamo individuare 3 fasi SEO principali:

  1. la fase strategica, con la scelta delle parole chiave e degli argomenti per i quali posizionarci;
  2. la fase di ottimizzazione onpage, nella quale renderemo il sito di qualità a livello di contenuti e struttura;
  3. la fase di link earning, in cui lavoreremo per rendere il nostro brand più noto a livello di link e menzioni sul web.

Vediamo allora questi step uno per uno, sottolineando i vari passaggi necessari.

La fase strategica: scegli le parole chiave migliori

In questa prima fase SEO bisogna trovare le parole chiave più idonee sulle quali puntare per posizionare il nostro sito web.

Le keyword devono rispettare 2 caratteristiche:

  1. devono avere un numero significativo di ricerche;
  2. il livello di concorrenza dev’essere proporzionata con quella del nostro sito.

Numero di ricerche

Per trovare parole chiave conun numero significativo di ricerche possiamo affidarci a diversi tool, vediamone alcuni esempi.

Il più famoso è il Keyword Planner di Google, strumento gratuito che ci offre una stima delle ricerche e indica anche idee su parole chiave diverse ma correlate come argomento.

Seleziona il paese e la lingua, scegli la parola chiave da valutare ed ecco un esempio di risultato per la ricerca “alberghi roma”:

Il tool ci indica che “alberghi roma” ha un numero di ricerche fra le 1000 e le 10000 al mese, inoltre ci vengono fornite altre idee, come “hotel roma”, “hotel roma centro” e così via.

Un altro strumento interessante e sempre gratuito è Answer The Public

In questo caso possiamo scegliere un argomento, selezionare la lingua e il tool ci offrirà una serie di domande comuni per le quali le persone cercano spesso risposta sul web. Cercando “materasso” ecco le idee che ci vengono offerte:

Se vogliamo creare un sito sui materassi sappiamo, grazie a questo strumento, che spesso le persone si chiedono spesso ad esempio “dove comprare materasso a torino”, “perché il materasso fa la muffa” e via dicendo.

Ci sono anche altri tool più performanti per cercare le parole chiave, ma mi sono limitato in questa sede a suggerire i 2 migliori, tra quelli gratuiti.

Una volta trovate keyword interessanti dovremo valutarne il livello di difficoltà.

Se ad esempio abbiamo un blog appena nato sarà inutile puntare a parole chiave come “forex”, data l’eccessiva concorrenza per questa ricerca.

E’ essenziale quindi che le keyword obiettivo siano effettivamente alla nostra portata.

Per valutare la concorrenza possiamo usare dei tool, come ad esempio Open Site Explorer di Moz, che stimano il livello di autorevolezza di un sito basandosi sui link in entrata che questo ha.

Tuttavia per una corretta valutazione della concorrenza non possiamo fare a meno della valutazione umana, che sommata all’esperienza saprà darci indicazioni determinanti.

Prendiamo dunque i valori di Moz (così come quelli degli altri tool simili, come Majestic e Ahrefs) solo come un’indicazione.

Moz offre una piattaforma che si chiama Open Site Explorer. In tal piattaforma possiamo inserire le URL dei nostri concorrenti per verificare la loro Domain Authority (DA) e Page Authority (PA).

Più sono alti i valori dei nostri concorrenti, più la concorrenza è alta. Ecco ad esempio il livello di PA e DA del mio Blog sulla SEO JFactor.it:

Ottimizziamo il sito a livello on-page

Terminata la fase della ricercha delle parole chiave dobbiamo ottimizzare il nostro sito, cioè strutturarlo in maniera chiara ed efficiente, per permettere ai visitatori di fruirne in maniera semplice e rapida, e anche per chiarire a Google che abbiamo un sito chiaro, ben strutturato e di qualità.

Per l’ottimizzazione SEO sono due i fattori da considerare:

  1. ottimizzazione della struttura
  2. ottimizzazione dei contenuti

Ottimizzazione della struttura

In tale fase diamo al sito una struttura ordinata e chiara, in modo tale che la navigazione sia chiara, e che le pagine più importanti siano raggiungibili senza difficoltà e senza dover fare troppi click.

Nel caso degli e-commerce, ad esempio, la struttura più indicata è quella “Silo”, in cui l’homepage si dirama verso le pagine categoria principali, e queste verso le rispettive sottocategorie.

Da qui si passerà poi alle pagine dei prodotti. Ecco una rappresentazione grafica di tale struttura:

Tornando alle parole chiave, andremo a ottimizzare le pagine categoria per parole chiave più generiche, le sottocategorie per parole chiave più specifiche e infine le pagine prodotto per le ricerche relative ai singoli prodotti.

Facciamo l’esempio di un e-commerce di strumenti musicali: le categorie saranno ad esempio chitarra, batteria, flauto.

Le sottocategorie potranno essere chitarra classica, chitarra acustica, chitarra solista, batteria elettrica, batteria acustica, flauto traverso, flauto dolce ecc.

Le pagine dei prodotti andranno ottimizzate a livello SEO per i nomi degli articoli venduti, come ad esempio “batteria roland td25kv”.

Ma come ottimizzare le pagine?

Per l’ottimizzazione delle singole pagine possiamo utilizzare diversi campi, eccone alcuni nello specifico:

  1. titolo
  2. metatitle
  3. h1, h2, ecc
  4. description
  5. link interni
  6. immagini (alt tag, titolo, nome file ecc)

Quando modifichiamo tali elementi dobbiamo inserire in maniera opportuna le parole chiave scelte, senza eccessive ripetizioni, dato che eccessive ripetizioni possono portare a problemi di sovraottimizzazione.

Inoltre, cosa sempre più importante, è importante inserire nelle pagine i dati strutturati, che hanno la capacità di “parlare” direttamente con il crawler di Google e spiegargli quali sono i contenuti di una pagina. Per una disamina dettagliata di tutti gli aspetti da migliorare per l’ottimizzazione SEO on page puoi consultare questo articolo su jfactor.it.

Autorevolezza del sito: i link

Ci siamo quesi: abbiamo un sito di qualità, ma potrebbe non essere sufficiente per ottenere la prima pagina per query a concorrenza particolarmente alta.

Quello che ci aiuta in questo caso sono i link in ingresso, ovvero collegamenti ipertestuali che, da un sito esterno, rimandano al nostro.

E’ importante valutare con cura i link, per accertarci di avere un profilo di link soddisfacente non solo dal punto di vista della quantità, ma soprattutto della qualità.

Vediamo quindi le caratteristiche che rendono un link di alta qualità:

Indicizzazione

Anzitutto un link è valido per il posizionamento SEO di un sito solo se indicizzato. Per accertarcene possiamo cercare l’esatta URL in cui è presente il link su Google.

Se Google non rileva tale URL, il link non è indicizzato e quindi non porta nessun vantaggio né aumento di autorevolezza al nostro sito linkato.

Rilevanza

Link da siti in tema con il nostro portano più vantaggi rispetto a link su temi che trattano argomenti completamente differenti, in quanto i primi sono più contestuali e Google si “fida di più” in questo caso.

Quindi se il nostro sito di biciclette è linkato dal sito sul giro d’italia il link è molto rilevante, mentre se viene linkato dal sito di una pizzeria la rilevanza è molto inferiore.

Posizione del link

Un sito inserito in alto in una pagina web offre più spinta di uno inserito nel footer.

Anchor text

L’anchor text è la parola cliccabile di un link, e offre indicazioni a Google riguardo l’argomento per il quale il sito linkato dovrebbe posizionarsi sul motore di ricerca, ed è quindi un elemento potentissimo per la SEO.

Linkare al mio blog sulla SEO con anchor text “SEO Blog” offre quindi una spinta maggiore rispetto a linkarlo con un’anchor text del tipo “jfactor.it” o “clicca qui”.

Dobbiamo stare tuttavia attenti a non avere troppi link con anchor text manipolative, in quanto questo è un segnale di innaturalezza del profilo di link e potrebbe essere sanzionata dall’algoritmo “Penguin” di Google.

 

Filippo Jatta è SEO Specialist e fondatore del blog SEO JFactor.it. E’ specializzato nell’aumentare la visibilità online su Google di siti vetrina, e-commerce, portali e blog. Svolge inoltre attività di SEO Coach tramite il suo videocorso e il gruppo di assistenza SEO su Facebook

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